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Ecumenismo e oltre


    “Non crediate che io sono venuto per abrogare la legge o i profeti: non sono venuto per abrogare, ma per completare!” (Mt 5, 17).

    Questa posizione chiara di Gesù è stata ripresa dal Concilio Vaticano Secondo ed è stata esplicitata, principalmente nel decreto sull’ecumenismo e nel decreto sulle religioni non cristiane.

    L’ecumenismo è un movimento tra i credenti in Gesù. Le differenziazioni tra i cristiani sono numerose. Alcune all’interno del cattolicesimo: chiesa ambrosiana, chiese dell’Oriente e soprattutto del Medio Oriente (oggi oggetto di persecuzione stupida e crudele). Le differenziazioni al di fuori del cattolicesimo, sono dovute a motivi culturali, geografici e storici. Però tutte le confessioni cristiane mantengono saldo il fondamento: Gesù, il Cristo di Dio.

    L’unione con le cosiddette religioni non cristiane è diventato un processo storico evidente.

    Si comincia con il non demonizzare le diverse fedi. È superata la situazione ebraica (la condanna dei Goim, le genti); ma è anche superata la vecchia concezione cattolica delle religioni non salvifiche o perfide.

    Si coltiva, oggi, la stima per coloro che, pur religiosi, si bollavano come non credenti. Oggi si considerano non credenti autentici (Dio solo vede!) coloro che si dicono atei o “laicisti”.

    Dalla stima, si passa a considerare autentici valori, quelli interni a ogni credenza.

    Dalla stima si giunge all’unione. E l’unione vera si versa in una specie di reciproca osmosi. Il cristiano, anche senza accorgersi, trasmette per osmosi la presenza di Gesù, a chi si trova in autentico contatto con lui.

    04.02.14