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Differenze e unicità

 
    Ho letto la lettera del Dr. Libondi sulla differenza del testo evangelico da quello del Corano. La domanda con cui conchiude la lettera, quasi evidentemente è già una risposta.
Mi unisco alle sue osservazioni con qualche modesta riflessione.

    Il raffronto tra i due testi, è un raffronto filologico e contenutistico. Però il cristiano, pur servendosi ampiamente e affettuosamente del testo evangelico, non si basa su di esso come fulcro della propria fede, ma attraverso il testo si trova a contatto con la persona di Gesù risorto.
    Nel Corano il cristianesimo e l’ebraismo sono rispettati poiché “religioni del libro”. Il cristiano vive altro.

    Si parla spesso delle “tre religioni monoteistiche” per trovare una somiglianza tra di loro.
    Questa osservazione giace al livello sociologico di fenomenologia delle religioni. Grazie alla loro comparazione si riesce anche ad affermare, forse maldestramente, che tutte adorano lo stesso Dio, facendo un salto dalla semplice definizione umana religiosa verso il piano essenziale, ontologico: se come esse “dicono”, così è Dio. Quel Dio che – così si legge nel Pentateuco – di fronte alla richiesta di dire il suo nome, ossia la sua natura interiore, rispose: “Io sono”. Accontentatevi di sapere che io esisto. Dio non è ciò che gli uomini dicono di lui.

    Pur essendo descritte come religioni monoteistiche, ciò non significa necessariamente che gli oggetti delle loro dichiarazioni siano lo stesso Dio! Solo il cristiano accetta con fede, grazie alla rivelazione, che l’unico Dio è Trinità, e che Gesù è uomo-Dio.

    Non è sufficiente essere monoteisti per intendere lo stesso oggetto; in realtà esiste un enoteismo, ossia un credere    in un solo Dio all’interno della singola religione, a differenza delle religioni politeistiche.

    Allora cade tutto l’insegnamento sull’accostamento tra le religioni? Affatto, perché è molto più agevole condividere il sentire religioso, che accostarci a quell’unico Dio, che è semplicemente ciò che lui dice di sé. Il sentire religioso ci accomuna e molto. Altra cosa è la percezione di Dio.

    22.11.2015 G C M