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Per volontà di Dio

Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio. Non è una frase buttata là, tanto per cominciare, ma è una affermazione chiara. Paolo infatti è apostolo (propagatore autorizzato della realtà di Gesù) non perché lui ha scelto la propria carriera, ma perché Dio gli ha “imposto” la carriera.

La carriera scelta, con dedizione e con entusiasmo, da Paolo, era quella estrema talebana di propagare l’ebraismo annullando i nuovi lontani dalla legge. Interviene, perfino in modo drastico, Gesù. Atterra Paolo e gli indica la nuova carriera. La ruggine tra Paolo e i cristiani, si risolve con la vittoria di Gesù, non con quella dei cristiani. Paolo non è vinto dagli apostoli, ma da Gesù e da Gesù viene incaricato.

La volontà di Dio, direttamente incarica Paolo, a differenza dell’incarico conferito a Mattia, per iniziativa di Pietro.

Questa sottolineatura di Paolo non è un vezzo, ma una precisa scelta di campo. Ciò che Pietro è incaricato di compiere fra gli Ebrei, si diversifica da ciò che Paolo è incaricato di compiere tra i pagani: lo dice lo stesso Paolo esplicitamente.

L’incarico avuto da Dio (dià thelematos theu) è ricordato nella lettera, che Paolo scrive ai “pagani” di Efeso. Esprimendo le proprie credenziali nelle primissime parole della lettera, pone sotto una chiara luce, tutto quanto verrà esprimendo lungo la lettera. Perciò per il fatto che lui scriva ai “santi nell’essere” già indica che essi sono davvero santi.

Questo incaricato (apostolos) dalla volontà di Dio, pone subito il suo operare sul piano divino, sulla santità.

15.08.15