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Eccoci liberi 

La lettera agli Efesini ci indica la nostra grande fortuna, perché “tra loro [i peccatori perduti, dominati dallo spirito di questo mondo] vivemmo noi tutti un tempo, presi dai desideri della carne”. I desideri della carne non sono soltanto le incontinenze sessuali, ma ogni nostro atteggiamento non conforme allo spirito di Dio, ma a quel “principe del potere dell’aria”. Tali desideri e pensieri vengono prodotti dalla “volontà della carne”, ossia per una disposizione naturale, come traduce il testo edito dalla traduzione della Bibbia dell’editrice S. Paolo. Sono quindi cadute inevitabili, eccetto non siamo graziati in modo particolare da Dio.

Mi torna alla mente il salmo, che recitai spesso: “Delicta juventutis meae et ignorantias meas ne memineris”. Mi sovviene anche una frase della liturgia della messa: “Tutti abbiamo peccato”.

È vero che “il cuore dell’uomo è un abisso”. Perciò Paolo nota: “Eravamo figli dell’ira, come tutte le persone rimanenti”.

Su questo sfondo disperato, ecco spalancarsi la luce della misericordia.

“Ma Dio, che è ricco in misericordia, grazie al suo molto amore, con il quale ci amò, pur essendo morti, a causa dei nostri traviamenti, ci ha fatti rivivere in Cristo – per grazia siete stati salvati”.

Ecco la gioia della salvezza. La svolta entusiasmante della nostra vita. Paolo ha sperimentato nelle sue viscere il passaggio dalla morte alla vita, e ci contamina con la sua gioia. Questa gioia è reale, se noi crediamo in Gesù salvatore “gratuito”. Gratuito, poiché la nostra gioia di essere salvati non è prodotta da nostre pratiche, né da pratiche religiose o filosofiche, ma solo da Gesù, dono di Dio.

27.08.15