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Supplemento d’amore

Padre E. Balducci, durante una tavola rotonda, dove alcuni ritardi nell’applicazione del Concilio erano posti in rilievo e stigmatizzati, disse che tali critiche erano fatte non per malanimo, ma per un “supplemento d’amore”.

Ritardi nel realizzare il cuore del Concilio, oggi si uniscono a chiari arretramenti; noi li notiamo con stizza, con autosufficienza, o con un supplemento d’amore?

Molta stampa (e molti cristiani) nota le deficienze dei cristiani o della casta ecclesiastica. Si sente, sotto sotto, il sorriso beffardo dell’infedele, la soddisfatta convinzione che ormai la Chiesa dei fedeli in Gesù stia sfaldandosi. Sembra riemergere un nuovo gusto dell’autorivelazione. Tutto ciò non nasce da un “supplemento d’amore”.

Secondo Paolo ciò che non è intriso di amore non regge. “Se ho il dono della profezia e conosco tutti i misteri e tutta la scienza, e se anche posseggo tutta la fede in modo da trasportare le montagne, ma non ho la carità, non sono niente!”.

Sull’amore, del Padre e mio, si basa e si misura il valore del mio agire e l’acutezza della mia critica.

Quando parlo, parlo per amore? Quando scrivo, scrivo per amore? Quando semplicemente leggo e rifletto, è per rassodare l’amore?

Credo che dove non trovo amore, anche nei discorsi più raffinati di filosofia, di scienza e di teologia, non trovo Dio e la mia salvezza.

I rilievi sugli sbagli dei politici e del clero, e del Papa, se non sono indirizzati all’amore, ricadono sopra di me, e mi condannano. Infatti ho veduto la verità, ma non l’ho manifestata per costruire amore.

GCM 21.08.12