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Fede e religione

Mi convinco sempre di più, che il fenomeno religioso sociale, deve essere considerato sotto due aspetti: la religione e la fede. Le “religioni” vantano molte analogie tra loro: l’espressione fenomenologica è zeppa di analogie: preghiere, riti, comportamenti. E questo fa affermare ai superficiali che le religioni “sono tutte eguali”.

La differenza di grado si impone nel settore fede: la fede, che dona la vera sostanza al fatto religioso, offre prospettive diverse, talvolta addirittura contraddittorie.

Alcune religioni si orientano su Dio, altre sull’uomo. Alcune partono dalle intime illuminazioni dell’uomo, come il Buddismo, altre sono visitate da Dio, soprattutto tramite la profezia, come l’Ebraismo. Altre si rifanno ad antiche tradizioni, che diventano culto. Altre sono ancorate a rivelazioni primordiali, che, con lo svolgersi del tempo, diventano miti e poi mitologia.

Dalla qualità di fede, rivelata o presunta, le religioni sono specificate, e non dai fenomeni di culto o d’altro. Tutte, comunque, seguono una tradizione, che, non infrequentemente, diventa valore assoluto e norma di comportamento.

Lo specifico del Cristianesimo si desume dal “mito” fondante, che è Gesù. E’ un “mito” non fantastico, ma storicamente costatabile. Gesù realmente esistito, nato, morto e risorto. La Risurrezione avvalora sia la fede tradizionale, sia la qualità della fede. La Risurrezione del fondatore, è unica come fenomeno, ed è conferma della divinità del fondatore.

GCM 13.03.13