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Dall’interno l’amore

Ci sono stati papi a bizzeffe. Papi santi, un po’ meno. Si conoscono papi guerrieri, principi e marchesi, teologi, ecc.  Ce n’è di tutti i tipi. - Dio, quando vuol far camminare la sua Chiesa, si serve anche di Giuda. Rifiutare l’ufficio del papato?

S. Caterina da Siena, che certamente non doveva trattare con papi perfetti, si arrischiava a riconoscere nel Papa “il dolce Cristo in terra”. Che avesse le traveggole, o il mal caduco? O forse, semplicemente, aveva un occhio penetrante?

Caterina conosceva molto bene le condizioni miserabili della Chiesa e del Papa, trincerato ad Avignone. Eppure la fede non si fermava ad Avignone, alla corte papale, e alla fifa nobile degli altolocati ecclesiastici. Andava oltre. Non sempre fu compresa. Perfino, dopo la sua morte, quando i frati domenicani peroravano presso il Papa per il riconoscimento della santità di Caterina, il Papa era contrariato per esser richiesto di interessarsi di una “donnicciola”.

Eppure oltre le storture, le deviazioni, le paure dei papi, c’è per tutti, se lo vogliono, da veder l’azione dello Spirito, anche attraverso i limiti dei papi. Nessun santo ha atteso che un papa se ne andasse, per finalmente iniziare a vivere di fede. Perché altro è l’esaltazione o la critica dell’uomo-papa, altro è la fede nella bontà di Gesù, che raggiunge noi anche attraverso l’ufficio del papa.

Sì, Caterina chiamava il Papa “il dolce Cristo in terra”, ma conosceva i mali della Chiesa e si adoperava in molti modi per riformare il suo gruppo cristiano di appartenenza ed altre plaghe cristiane.

Da un lato riconosceva la missione pontificia, per quanto fortemente appannata, ma, proprio perché amava Gesù, spingeva (e si spingeva) per purificare la Chiesa. Non si chiamava fuori dall’opera del papa, ma sollecitava papi e cardinali e preti e cristiani, dall’interno dalla Chiesa, perché ella la amava.

GCM 26.04.12