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Contraddizioni

Dio fa uscire Abramo per stabilirlo nella sua nuova terra. Abramo anche dopo aver superato, cedendo, le divergenze con Lot, si stabilisce. E poi, arrivata la carestia, Dio gli impone di andare in Egitto. Ma come? Palestina o Egitto? Non è una contraddizione? No: è soltanto una deviazione forzata.

Momentanea? Ai nostri occhi no, agli occhi dell’Eterno, sì. Difatti qualche tempo dopo, Mosè pur tra enormi difficoltà riporta in Palestina i discendenti moltiplicati di Abramo. Per riportarli, fa notare a Mosè di essere lo stesso Dio che ha chiamato Abramo.

Una enorme contraddizione accade nella vita di Gesù. Gesù è voluto uomo dal Padre, per portare vita e salvezza agli altri uomini. E va a finire che, come dicevano i sacerdoti sotto la croce di Gesù, “non può salvare se stesso!”

Gesù vita che muore! Una contraddizione nei termini stessi. E’ vero che i piani sono due: vita eterna e morte corporale nel tempo. Però resta la contraddizione.

Tuttavia se Abramo ha aspettato secoli per vedere, nei successori l’avverarsi della promessa di Dio, Gesù invece realizza la sua promessa dopo poche ore.

Se ci abituassimo ai tempi  di Dio la nostra vita acquisterebbe la vera dimensione: quella illuminata dall’eternità.

Già i latini e i giuristi ci indicavano: distingui i tempi e concorderai i diritti. I tempi umani sono brevi e non sappiamo aspettare. I tempi di Dio non si sviluppano nel tempo e perciò li stimiamo contradditori, mentre nella logica di Dio, essi si risolvono sempre.

12 luglio 2013