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Al mio coetaneo

Tra vecchi ci comprendiamo.  Il vecchio Benedetto XVI si è ritirato: non ce la faceva più. Come lo comprendo, e quale simpatia nutro per lui!

Sto pensando che molte persone, quand’era papa, lo criticavano, attendendo un altro papa (secondo il cuore di Dio o il cuore di qualche uomo critico?).
Essi partendo dalle considerazioni sulla sua persona, lo immaginavano incapace di fare il papa. Troppo tedesco, troppo serio, troppo teologo, troppo curiale, troppo incapace in quanto uomo male dotato.

Insomma, il ruolo veniva criticato, partendo dalla sua personalità. E i giornali lo criticavano per questo.

Adesso il ruolo è cessato. Ed ecco un accanirsi, nel bene e nel male, sul suo ruolo. Dimenticano la sua persona di oggi, per parlare del suo ruolo di ieri, proprio come ieri ricordavano la sua persona per inficiarne il ruolo.

Oggi è la sua persona, che io guardo, la sua debolezza, il suo bisogno di essere compreso e aiutato anche con la preghiera.

E’ arrivato il momento della simpatia cordiale con l’uomo Ratzinger.

Accompagnarlo con cuore sulla sua strada del tramonto. A lui stesso non interessa il proprio passato, ma il presente: il suo procedere nell’ultima tappa della vita. Proprio come tutti noi anziani.

Nasce non solo la comprensione, ma la simpatia, ora che i paludamenti, rituali e mentali, sono dismessi. L’uomo Ratzinger abbisogna della nostra simpatia e della  nostra preghiera.

GCM 05.03.13